I RISCHI DI UNA MANCATA SANIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE


13.03.2025

Immagine  I RISCHI DI UNA MANCATA SANIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE

Quando parliamo di “rischio” generalmente ci riferiamo alla possibilità che si verifichi “una situazione intuitivamente ritenuta pericolosa alla quale può conseguire un danno”, ma nell'esposizione ad agenti chimici o biologici aerodispersi in un ambiente spesso il pericolo non è evidente.

La qualità dell'aria negli ambienti interni dipende da diversi fattori, tra cui l'aria esterna, le attività svolte e la pulizia dei sistemi di ventilazione, ma se molti agenti sono innocui, a “volte negli ambienti chiusi è rilevabile un elevato livello di ‘inquinamento’ responsabile della diffusione di aerosol contaminati da agenti patogeni e sostanze tossiche o allergizzanti”.

Gli impianti di climatizzazione e la contaminazione dei microrganismi

Il documento ricorda che i microrganismi naturalmente presenti nell’aria e nell’acqua, possono “approfittare delle favorevoli condizioni microclimatiche (elevata umidità e temperatura) e delle eventuali fonti di nutrimento (depositi di residui organici e inorganici) presenti nell’ambiente o all’interno dell’impianto di climatizzazione, per moltiplicarsi e diffondere sotto forma di aerosol liquido o solido”.

E tra gli agenti biologici che spesso contaminano gli impianti e che sono in grado di causare patologie nell’uomo, sono compresi diversi generi di batteri, funghi, virus, derivati vegetali e animali (peli di animali, acari e pollini)”.

 Inoltre anche le polveri, le fibre e i residui organici “possono depositarsi sulle componenti dell’unità di trattamento dell’aria (UTA) o nelle condotte ed essere trasportati dal flusso d’aria all’interno degli ambienti climatizzati”.

Gli impianti di climatizzazione e il rischio legionella

Si indica che la legionella, nel caso trovi condizioni favorevoli alla propria sopravvivenza, “è in grado di passare dagli ambienti naturali a quelli artificiali raggiungendo elevati picchi di crescita quando le temperature sono comprese tra i 28 e i 50 °C.

Si segnala poi che la legionellosi non è radiograficamente distinguibile da una comune polmonite e per arrivare alla conferma della diagnosi è necessario eseguire alcuni test molto specifici.

 In definitiva gli impianti aeraulici, “utilizzati diffusamente per controllare le condizioni termo-igrometriche degli ambienti di vita e di lavoro, per garantire un adeguato ricambio d’aria e per ridurre le concentrazioni di polveri e altre particelle aerotrasportate, se non adeguatamente gestiti, possono piuttosto contribuire a diffondere nell’ambiente inquinanti di varia natura”.

 E dunque per assicurare che “l’aria immessa nell’ambiente sia salubre e che gli impianti siano in buono stato di conservazione e di condizioni igieniche” è necessario “controllarli regolarmente, effettuare gli interventi di manutenzione ordinaria ed eventualmente periodicamente sanificarli”.