L’AZIONE PENALE IN CASO DI INFORTUNIO SUL LAVORO CON PROGNOSI MEDICA SUPERIORE A QUARANTA GIORNI


22.04.2025

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In caso di infortunio sul lavoro con una prognosi superiore a 40 giorni, l'azione penale viene avviata d'ufficio dal Pubblico Ministero, senza necessità di querela da parte del lavoratore infortunato. Questo perché l'infortunio, in tali casi, viene considerato come lesioni gravi o gravissime, e la legge prevede che il Procuratore della Repubblica indaghi per verificare eventuali responsabilità penali di terzi, in particolare del datore di lavoro, per la violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Ecco i punti chiave:
  • L'infortunio con prognosi superiore a 40 giorni, o che causa la morte del lavoratore, viene considerato un evento che richiede l'intervento dell'autorità giudiziaria.
  • Azione penale d'ufficio:
    In questi casi, il Pubblico Ministero apre un'indagine per accertare se l'infortunio sia stato causato da negligenza, imprudenza o imperizia del datore di lavoro o di altri soggetti, con conseguente violazione delle norme di sicurezza sul lavoro.
  • Indagini preliminari:
    Il PM può disporre indagini preliminari, come perquisizioni, ispezioni o interrogatori, per raccogliere prove e accertare le responsabilità.
  • Obbligo di denuncia:
    Il datore di lavoro ha l'obbligo di denunciare l'infortunio all'INAIL, che a sua volta lo segnala alla Procura della Repubblica, secondo GesiGroup.
  • Il lavoratore infortunato ha diritto al risarcimento dei danni subiti, sia da parte dell'INAIL che, eventualmente, da terzi responsabili.
In sintesi, la prognosi superiore a 40 giorni in caso di infortunio sul lavoro innesca un procedimento penale volto ad accertare eventuali responsabilità e ad assicurare il rispetto delle norme di sicurezza, oltre a garantire il diritto del lavoratore al risarcimento dei danni.