15.01.2026
I dati aggiornati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e
Ambiente Vega Engineering, elaborati su base INAIL da gennaio a
novembre 2025, evidenziano l’aumento delle vittime per infortunio
mortale sui luoghi di lavoro: 1.010 le vittime, + 1% rispetto allo stesso
periodo del 2024 (1.000).
Il report mensile elaborato dall’Osservatorio Sicurezza Vega registra
un incremento pari a + 1,5% delle denunce di infortunio complessive
rispetto al 2024. Vediamo di seguito un aggiornamento dei dati
infortunistici per il periodo gennaio-novembre 2025.
VITTIME IN OCCASIONE DI LAVORO: CASI TOTALI IN AUMENTO MA INCIDENZA MEDIA IN CALO
Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Vega, gli infortuni
mortali denunciati in occasione di lavoro nei primi undici
mesi del 2025 sono 735, registrando un aumento pari a +
0,5% rispetto allo stesso periodo del 2024 in cui si contavano 731 vittime.
Da gennaio a novembre 2025 il tasso di incidenza si attesta a 30,7 casi
ogni milione di occupati del 2024 (ultimo dato ISTAT disponibile),
evidenziando una leggera diminuzione rispetto al valore
dell’anno precedente: 31,0, calcolato sui dati degli occupati del
2023 (dato disponibile al momento dell’elaborazione).
In aumento anche il numero di infortuni mortali in itenere, cioè durante il tragitto casa-lavoro: da 269 vittime nel 2024 si arriva a 275 quest’anno, registrando un incremento percentuale di +2,2%.
CONFERMATE LE CRITICITÀ: SETTORI, FASCE D’ETÀ E GIORNO NERO DELLA SETTIMANA
Il settore Costruzioni rimane quello che registra il numero più alto di infortuni mortali in occasione di lavoro (133), seguito dall’Attività Manufatturiera (108) e da Trasporto e magazzinaggio (98).
La fascia d’età degli ultrasessantacinquenni, con indice di incidenza sul numero di occupati pari a 101,0 %, resta la più colpita.
Per quanto riguarda la distribuzione settimanale, il giorno nero è sempre il lunedì con indice pari a 23,0%.
DENUNCE DI INFORTUNIO DI NUOVO IN AUMENTO
Da gennaio a novembre 2025 le denunce di infortunio complessive continuano ad aumentare con un incremento percentuale di 1,5% rispetto allo scorso anno: dai 543.039 casi del 2024 si passa a 550.948 nel 2025.