10.09.2026
Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Sicurezza sul
Lavoro e Ambiente di Vega Engineering sui dati INAIL, nei primi sette mesi del
2026 si registrano in Italia 595 vittime sul lavoro di cui 430 in
occasione di lavoro e 165 in itinere, nel tragitto casa-lavoro.
Nello stesso periodo del 2025 si erano registrati 607 decessi complessivi, di
cui 437 in occasione di lavoro.
Il confronto evidenzia quindi, nei primi sette mesi del 2026,
una diminuzione del 2,0% delle vittime complessive e del
1,6% delle vittime avvenute in occasione di lavoro.
In diminuzione anche gli infortuni mortali in itinere, che passano da 170 a 165 casi (-2,9%).
Con l’esclusione delle vittime in itinere, la Lombardia registra il maggior numero di vittime in valore assoluto con 66 decessi, pari al 15,3% del totale nazionale.
I SETTORI ECONOMICI PIÙ COINVOLTI
Analizzando i 430 decessi avvenuti in occasione di lavoro, anche a luglio 2026, il settore più pericoloso si conferma quello delle Costruzioni con 76 vittime, pari al 17,7% del totale, seguito da Trasporto e Magazzinaggio con 55 casi e da Attività Manifatturiere con 50 casi.
PROFILO DELLE VITTIME: GENERE, ETÀ E NAZIONALITÀ
Nel periodo gennaio-luglio 2026, le vittime in occasione di lavoro si suddividono in 401 uomini e 29 donne. Il divario di genere è ancora più importante: 29,0 il valore dell’incidenza per gli uomini contro 2,8 per le donne.
Sul piano della nazionalità, 309 sono lavoratori italiani e 121 stranieri il cui indice di incidenza risulta più del triplo: 46,8 contro 14,4 degli italiani.
La fascia d’età più colpita in valore assoluto è quella tra i 55 e i 64 anni, con 153 vittime pari 35,6% del totale, seguita dalla fascia 45-54 anni con 112 casi.